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Ispirandosi al motivo “carta da giornale” creato da John Galliano, all’epoca Direttore Artistico, Kim Jones immagina una nuova stampa “gazzetta”. Declinata in bianco o nella tonalità del famoso Financial Times, uno dei giornali preferiti da Judy Blame, riprende ritagli di giornale tratti da comunicati originali di Christian Dior, immagini del New Look nonché schizzi dello sketchbook dell’artista inglese.

    Sulla cresta dell’onda

    Immaginata dall’artista e designer Shawn Stussy come richiamo allo scenario della sfilata a Miami, la firma Dior è declinata in una versione “surf psichedelica”, in particolare su pullover in maglia realizzati a mano per dar vita a motivi dalla precisione stupefacente. Come il primo look della sfilata, queste creazioni dai colori vivaci si indossano su due camicie sovrapposte, una in popeline di cotone, l’altra trasparente in Nylon tecnico, abbinate a short in jersey bianco. Un modo per rivisitare, coniugandoli variamente, codici classici e stile sportwear informale. Infine, a completare l’outfit anche un plaid in jacquard.

      Perle oblique

      Collezione dopo collezione, la tela Dior Oblique immaginata nel 1967 da Marc Bohan si è trasformata in un simbolo emblematico della Maison. Questa stagione, si reinventa in una versione adornata da perle, come un’osmosi tra la tradizione haute couture di Monsieur Dior e le ispirazioni creative di Judy Blame. Ricamato o marchiato a caldo, questo motivo iconico si declina su capi e accessori della collezione per sublimare guanti, cravatte, borse o camicie.

        Firma couture

        Incarnazioni dell’eleganza, le silhouette della sfilata trascendono la tradizione couture della Maison. Per aprire la sfilata, un cappotto dallo spirito impero in seta morezzata, un tessuto prezioso amato da Christian Dior, si veste di una coccarda a forma di fiore per richiamare le creazioni dello stilista-fondatore. Dei soprabiti sfoggiano delicati drappeggi o asimmetrie. Capi architettonici sottolineati da zip rendono omaggio allo stilista e artista Judy Blame. Un’ode all’arte del dettaglio e all’audacia secondo Dior.

          Foto di Morgan O'Donovan